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Mercedes Classe G: il suv fuoristrada destinato al superlusso!

 

di Martina Renna

 

Nell’anno nuovo Mercedes presenterà la nuova generazione della Classe G, il suo suv più figurativo, nato inizialmente come mezzo militare e da lavoro, ma che con il tempo sta diventando un modello di superlusso. Dopo la scomparsa della Land Rover Defender, i progettisti della Stella a Tre Punte nonostante il loro intervento non hanno intaccato il Dna del modello, pronto a mantenere le caratteristiche del vero fuoristrada. La Classe G è stata riprogettata nella carrozzeria, ora più larga di 10 cm, per aumentare confort, sicurezza ed efficienza. Del tutto nuovo invece il suo interno, all’altezza delle altre vetture di grande dimensioni della Stella a Tre Punte. Da quello che trapela dalle prime immagini rilasciate da Mercedes si prevede una vera e propria rivoluzione, a partire dal maggiore spazio che verrà offerto al guidatore e ai suoi passeggeri, dove saranno previsti sedili più comodi anche nella variante a 7 posti. Ovviamente nell’auto non potevano mancare i sistemi di assistenza alla guida e l’infotainment. Alcuni dettagli tipicamente da fuoristrada, rimarranno uguali, mentre al suo interno l’ambiente risulterà decisamente più raffinato. Questo grazie alla presenza dei comandi touch sulle razze del volante, degli inserti in metallo sul mobiletto centrale e dei grandi schermi che misurano entrambi 12,3 pollici, nel quale uno indicherà le informazioni del sistema multimediale, mentre l’altro sostituisce gli strumenti e le lancette. I rivestimenti in legno sulla plancia sono compresi nel prezzo, mentre saranno a pagamento quelli in metallo e fibra di carbonio. La Classe G, inoltre, al suo interno sarà dotata di sistemi adibiti alla ricarica senza fili per gli smartphone compatibili, e di un impianto audio a pagamento con 16 altoparlanti. Novità anche per quanto riguarda i motori, versione AMG G65 e altre varianti probabilmente in versione elettrica. La vettura che rivoluzionerà l’idea del fuoristrada verrà mostrata in anteprima al Salone dell’automobile di Detroit, e in vendita a partire dal 2018.

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Nuova Dacia Duster: più tecnologica, più SUV!

 

 

di Maurizio Elviretti

 

Dopo il successo riscosso dalla prima versione, arriva sul mercato la nuova generazione della Dacia Duster. Il SUV del marchio rumeno compie un passo avanti deciso in termini di qualità, di tecnologia a bordo e di dotazioni di serie/optional, mantenendo fede alla sua filosofia “economy”, con la versione entry level che parte da 11.900 €. Più moderna e grintosa rispetto al passato, la nuova Dacia Duster può affrontare senza alcun problema diversi tipi di fondi stradali, dall’asfalto allo sterrato, fino al fango. Il design solido e dinamico è enfatizzato, tra gli altri, da cornici dei fari nere, fari a doppia ottica e nuovi cerchi in lega da 16″ Dark Metal. Nuovi anche i motori che equipaggiano la Duster e che garantiscono consumi ridotti e prestazioni degne di nota. Disponibile in versione GPL 1.6 da 114 CV, la Duster di nuova generazione vede in gamma la presenza di motori benzina (1.2 TCe Turbo da 125 CV) sia Diesel (1.5 dCi di Renault) nelle varianti da 90 CV e da 110 CV. La trazione può essere anteriore 2WD oppure, relativamente ai Diesel, anche 4×4. Disponibili sulla gamma, troviamo: regolatore-limitatore di velocità, alzacristalli impulsionali, radar di parcheggio posteriore e l’indicatore di temperatura esterno. Immancabile il sistema multimediale MEDIA NAV caratterizzato da display touchscreen da 7″ (18 cm), semplice e intuitivo da utilizzare. Tale sistema permette di navigare tra varie interessanti funzionalità che riguardano la radio, il telefono, i media e il navigatore. La connessione Bluetooth permette di riprodurre ogni genere di media, di telefonare e di interfacciare in maniera completa, sicura e veloce l’auto ai nostri device, siano essi smartphone o tablet. Dacia Duster è anche disponibile con finanziamento, come previsto da FINRENAULT che offre il VALUE BOX DRIVE KASKO. In questo caso, a fronte di un prezzo della vettura di 11.900 €, abbiamo rate da 222,72 €, anticipo da 2.500,00 €, TAN: 5,99 %, TAEG: 8,50 %, per un importo finanziato pari a 11.522,93 €.

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Citroen C1 Pacific Edition: la nostra prova

 

 

di Maurizio Elviretti

 

Piccola, pratica e giovanile più che mai. Si può descrivere con queste poche parole la nuova Citroen C1 Pacific Edition, la serie speciale lanciata in estate dalla casa francese, e testata da noi proprio in questi giorni. Arriva sul mercato per arricchire la già ampia gamma C1, con carrozzeria a cinque porte e motore VTi 68, dedicata in modo particolare al target giovane dei suoi clienti, fedele alla filosofia del marchio “Be different, Feel good”. La Pacific Edition, è caratterizzata dal look estivo, grazie al “fresco” colore pastello della carrozzeria Pacific Green, dai copricerchi da 15 pollici Comet Black con coprimozzo bianco, dalle conchiglie bianche dei retrovisori esterni e dagli sticker identificativi sui montanti posteriori. Nell’abitacolo spiccano i rivestimenti in tessuto Zebra Blu Lagoon, plancia e base del cambio in Nero Brillante, profili del sistema multimediale e degli aeratori in Bianco Porcelaine, tappetini personalizzati e, sempre compresi nella dotazione di serie, troviamo la presa Usb, radio MP3 con quattro altoparlanti, bluetooth e comandi di regolazione al volante, climatizzatore manuale, chiusura centralizzata con telecomando, e alzacristalli anteriori elettrici. Su strada si destreggia abbastanza bene, anche se la risposta dall’acceleratore non è, ovviamente, da sportiva vera (il rollio c’è e si sente e il motore da 68 CV non può fare miracoli), ma non c’è nulla di cui lamentarsi. Onesto anche il bagagliaio con i suoi 194 litri di capienza che, a sedili posteriori abbattuti, diventa addirittura 780. La nuova Citroen C1 Pacific Edition viene proposta con un prezzo di listino chiavi in mano che parte da 12.500 euro.

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Arriva Lamborghini Urus, il SUV dalle infinite personalizzazioni

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Martina Renna

 

La tanto attesa automobile ad alte prestazioni è stata finalmente presentata dalla Casa di Sant’Agata, che lancia il suo terzo modello: la Urus. Forme da Suv che creano un nuovo segmento nelle auto di lusso e stabiliscono un punto di riferimento in termini di potenza, prestazioni, design e lusso. Una vettura con motore sovralimento, mai costruito prima d’ora su una vettura Lamborghini, 5 posti ordinabili con sistema d’intrattenimento per i sedili posteriori e barre al tetto alle quali è possibile fissare un porta sci o un porta bagagli, non previste però sulle auto del Toro. Così l’azienda automobilistica bolognese ha deciso di aumentare le comodità per offrire al cliente la possibilità di avere maggiori servizi e ampio spazio senza essere costretti a calarsi all’interno di una coupé. La Urus mantiene comunque le personalizzazioni già viste sulle Huracan e Aventodor S, cn cui è possibile giocare sul configuratore sul sito della Lamborghini. Viste le cifre fuori dal comune, si parla di una spesa minima di 206.000 euro, al momento dell’acquisto, al cliente vengono presentate diverse opzioni: si può scegliere fra tredici tinte per la carrozzeria (tre ad effetto pastello e dieci metallizzato); cerchi in lega da 21 o 22 pollici rifiniti in argento, titanio opaco o con finitura diamantata; sei colori per le pinze dei freni e tre diversi trattamenti per i terminali di scarico (satinati, brillanti o nero opaco). Disponibile anche il tetto panoramico, le barre al tetto ed i vetri laterali posteriori. Ma nell’abitacolo balzano subito all’occhio i due grandi portabibite, assenti nella coupé, che danno l’impressione di trovarsi a bordo di un’auto più flessibile alla portata di tutti. Tantissime le scelte a disposizione, ma ancora di più per i sedili dove si possono scegliere in pelle a tinta unita, sportivi in pelle (bicolore) o eleganti in pelle e in Alcantara. Anche lo schienale può essere personalizzato tramite una serie di cucitura a losanghe su richiesta, e inoltre è possibile scegliere anche il colore dei tappetini, il rivestimento del volante e i sedili con funzione ventilazione o massaggio. Gli accessori in dotazione compresi nel prezzo, mai viste su una Lamborghini, sono gli schermi posteriori che somigliano a due veri tablet sul quale è possibile navigare su internet, l’apertura del portellone con il solo movimento del piede e l’head up display, presente ormai su tutte le vetture di ultima generazione. Ma oltre alle infinite personalizzazioni all’interno ed esterno dell’auto, di rilevante importanza è la potenza del suo motore che arriva fino a 305 km/h di velocità massima, 3,6 secondi per accelerare da 0 a 100 km/h. Numeri della Lamborghini Urus. Numeri da record e da SUV più veloce del mondo

 

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Opel Insigna GSi: più sportiva, più efficente

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Maurizio Elviretti

 

Tutto pronto per l’arrivo sul mercato italiano della nuova Opel Insigna GSi, che dopo il buon successo del suo modello “pure”, arriva per dare quel tocco di sportività e frizzantezza che non guasta mai. L’auto, disponibile anche in versione Sports Tourer e presentata qualche tempo fa dal marchio tedesco, si può già prenotare in Italia, con prezzi di listino che partono da 43.550 euro per la berlina Grand Sport, mentre per la Sports Tourer si arriva a 44.550 euro. Sotto il cofano di queste vetture estremamente versatili funziona un motore diesel 2.0 biturbo da 210 cavalli e 480 Nm di coppia, nonostante questo però Opel è riuscita a contenere i consumi, che non superano i 7.3 litri per 100 km. Questo però è il motore base, diciamo così, della GSi, per i più sportivi è disponibile anche una versione a benzina 2.0 turbo da ben 260 cavalli e 400 Nm di potenza, in grado di arrivare a 250 km/h di velocità massima dichiarata. Non lasciatevi spaventare da tutta questa forza, Opel ha dotato le sue auto anche di trazione integrale, fondamentale per avere il controllo completo dell’auto in ogni condizione, inoltre di serie troviamo equipaggiati pneumatici Michelin Pilot Sport 4 S e cambio automatico a 8 rapporti con levette al volante. “Insignia ha lasciato il segno al Salone di Francoforte, grazie al suo stile senza compromessi. I nostri clienti avvertono subito una sensazione particolare appena impugna il volante sportivo”, ha detto Peter Kuspert, Managing Director Sales and Marketing di Opel Automobile GmbH. “È il momento di cambiare, da oggi tutti gli appassionati di auto sportive possono ordinare la Insginia GSi. Avranno una vettura per veri intenditori – estrema, precisa, efficiente”.

 

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Suzuki: dopo l’ibrido arriva anche il bifuel

 

di Martina Renna

Il sistema Suzuki Hybrid sta prendendo sempre più piede e, dopo aver rivoluzionato il settore delle auto elettrificate, alimentato da un leggero pacco di batterie agli ioni di litio che pesano solo 6 kg, la casa giapponese propone per la prima volta la doppia alimentazione (benzina e GPL) anche sulle auto ibride Swift, Baleno e Ignis, così da completare la ricca gamma Suzuki-BRC a GPL che già comprendeva Celerio, Vitara e Jimny. Suzuki si rivela pioniera nel proporre auto ibride a Gpl, estrmamente ecologiche e che permettono alla clientela di sfruttare al massimo tutti i vantaggi offerti dalle nuove soluzioni di erogazione di energia. Vantaggi non solo pratici, ma anche economici. D’altronde al giorno d’oggi il mercato è sempre più direzionato verso queste due tecnologie, e come dimostrano i dati statistici, l’ibrido nel mese di ottobre ha superato una quota del 4% e con i modelli a Gpl la quota di mercato cresce al 6.8%. Sulla questione, Sukuzi ne sa qualcosa, tanto da occupare saldamente il secondo posto nella classifica dei marchi che vendono più auto ibride (3326 unità nei primi 10 mesi del 2017) e disposta a crescere ulteriolmente grazie alla gamma Sukuzi-BRC a Gpl che continua ad ampliare i suoi modelli. Auto che guardano il futuro, non solo da un punto di vista ambientale ma anche da quello del portafoglio. Capaci di sommare i costi ridotti di percorrenza ai vantaggi fiscali, e alle numerose agevolagioni a cui Regioni e Comuni d’Italia aderiscono per la promozione delle auto ibride. Infatti varie Regioni concedono ai cittadini il lusso di non pagare la tassa di possesso, godendo anche dei privilegi di entrare con libero accesso nelle ZTL, alla sosta gratuita negli spazi delle strisce blu, fino all’esenzione dai blocchi di circolazione, sempre più frequenti nelle grandi città a causa dell’inquinamento. Il patner prescelto da Suziki per la realizzazione delle versioni a Gpl è la VBRC, e grazie a questa solida collaborazioni la casa giapponese garantisce affidabilità e qualità sulle vetture con carburanti esemplari. Nel caso in cui si volessero fare delle modifiche alle proprie auto il sovrapprezzo da pagare per avere una Celerio o una Baleno 1.2 a Gpl è di 1.600 euro, mentre i modelli Vitara 1.6, Jimny, Ignis 1.2 e Swift 1.2 comportano maggiorazione del listino per il passaggio all’alimentazione a Gpl di 1.700 euro. Suzuki è sempre attenta a rispondere alla richieste del mercato con proposte ed innovazioni vincenti ed originali.

 

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Motor Show di Bologna 2017: il più accattivante di sempre

 

di Martina Renna

 

Via alla 40esima edizione del Motor Show di Bologna 2017, in scena a Bologna Fiere dal 2 al 10 dicembre. Un appuntamento per tutti gli appassionati di auto e moto, che dopo un lungo periodo grigio, sta cercando di tornare ai vecchi fasti. Quest’anno i brand presenti tra case automobilistiche, sistemisti e rappresentati saranno 370, a differenza dello scorso anno che erano solamente 200. Tanti i rappresentanti del mondo delle due e quattro ruote, cominciando dal Gruppo PSA (DS, Citroen e Peugeot) che promette un 2018 da urlo grazie ai progetti già in realizzazione per il prissimo anno. Nello stand della DS protagonista in assoluto è la DS 7 Crossback, vista per la prima volta al Salone di Parigi 2016. Un modello che lancia la seconda fase del brand francese, sia per quanto riguarda lo stile, con sempre più personalizzazioni per esterno ed interno, sia sul fronte tecnologico. Sul SUV compatto sono infatti presenti materiali come vero legno, Alcantara e differenti tipi di pelle e sistemi di assistenza alla guida come Park Pilot, DS Night Vision e DS Active Scan Suspension. Presente anche la DS 3, sia in versione cabrio che in versione berlina con allestimenti Perfomance Line, per accontentare gli animi più sportivi. Vetri posteriori oscurati, cerchi in lega da 17” neri e volante in pelle sono solo alcuni dei particolari dedicati. Al suo fianco c’è la DS 4 Crossback, versione crossover della compatta francese. Nello stand ovviamente non poteva mancare la DS della Virgin Racing, scesa in pista questo fine settimana ad Hong Kong per la prima tappa della Formula E. Un altro prototipo nato dall’esperienza del brand in FE è la DS-E-Tense, concept car elettrica da 402 CV e fino a 360 km di autonomia. Il piatto di PSA al Motor Show è molto ricco, anche grazie a Peugeot, che mostra con fierezza ed orgoglio la regina dei rally: la 208 T16, fresca vincitrice del titolo costruttori e piloti nel CIR insieme a Paolo Andreucci. Auto dell’anno 2017 è la Peugeout 3008, presente a Bologna con la serie speciale Crossway. Esposta anche la piccola Peugeot 208 in una versione speciale chiamata Black Line Limited Edition e prodotta in appena 1.200 esemplari. Le motorizzazioni disponibili sono 1.2 PureTech da 82 CV e il BlueHDI da 75 CV. Anche Citroen non si fa parlare dietro, e nel loro stand possiamo trovare la C3 Aircross, SUV compatto che offre al cliente 85 diverse configurazioni esterne, a otto colorazioni, a tre varianti cromatiche per il tetto e quattro Pack Color. Presente anche per la Citroen E-Mehari, cabriolet elettrica ispirata alla Mehari del 1968. Però Citroen non ha portato all’evento solo modelli di serie recenti, ma anche la tanto attesa C3 WRC, che prenderà parte al campionato del mondo rally dall’anno prossimo. Ma fra i tanti protagonisti che saranno presenti all’edizione 2017 del Motor Show, un posto in prima fila spetta anche a Suzuki. La casa giapponese lancia in anteprima nazionale la terza generazione di Swift Sport, con il suo motore 1.4 BOOSTERJEt da ben 140 CV. Al centro dei riflettori anche la Vitara XT, serie speciale a tiratura limitata di 100 unità. Non poteva mancare il fuoristrada, che fa parte del DNA di Suzuki, Jimny Hebi, con uno speciale allestimento in stile Viper che ripropone la pelle di un serpente. Presente anche la Ignis Ginza, un concept che anticipa una serie speciale che vedremo in primavera, con una trama ‘Pied de poule’, ripresa anche dalle cover degli specchi. Rimanendo in terra asiatica non poteva mancare il marchio Hyundai, dove la nuova Kona della casa coreana si è resa protagonista dello stand, in tutta la sua tecnologia e particolarità di colorazioni. Vettura da competizione è la Hyundai i20 WRC, progettata e costruita appositamente per competere nel mondo del motorsport. L’auto iniziò a gareggiare a partire dal mondiale WRC 2017, ottenendo risultati record in casa Hyundai. La gamma dei modelli sportivi N del brand coreano debutta sul mercato con l’arrivo della i30N, dove la lettera rappresenta un doppio riferimento: da una parte il circuito di Nürburgring, dove le vetture sono state sviluppate, dall’altra la città coreana di Namyang, dove si trova il centro di ricerca e sviluppo del gruppo. Ovviamente tantissimi altri brand presenti al Motor Show di Bologna, ma il Gran finale ci sarà con il 30° Memorial Bettega, evento spettacolare dove il pubblico avrà l’opportunità di assistere ad una gara di rally stando comodamente seduto in tribuna. Tra gli ospiti più attesi ci sarà Tony Cairoli, il pluri-premiato campione del Motocross italiano.

 

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Formula E: team Mahindra al comando della Classifica Costruttori dopo la prima tappa

 

di Martina Renna

 

Semaforo verde per la Formula E. Sabato e domenica si sono disputate le prima due gare sul circuito cittadino di Hong Kong, e a dare un chiaro segnale al campionato è stato il team Mahindra, che si è subito posizionato in testa alla classifica dei Costruttori. Il terzo posto conquistato sabato da Nick Heidfeld, ma soprattutto l’inaspettata vittoria di Rosenqvist di domenica, hanno fatto in modo che la squadra indiana si posizionasse al vertice della graduatoria. Lo svedese partiva dalla pole-position, dopo la prima curva è finito in testacoda ma è riuscito subito a ripartire, rendendosi protagonista di una furente rimonta che gli regalato la seconda posizione. Ma, successivamente, la squalifica di Daniel Abt per irregolarità sulla vettura, ha fatto salire Rosenqvist sul gradino più alto. Il Team indiano, oltre ad essere stato il primo della Formula E ad ottenere pole-position, giro più veloce e vittoria nella stessa gara, ha dimostrato di essere competitivo durante tutto il week-end, e questo fa ben sperare per il prosieguo della stagione. Attualmente Felix Rosenqvist è terzo in classifica piloti, a sei punti dalla leadership. Ma un altro grande protagonista della prima tappa di Formula E è stato Sam Bird, che ha ottenuto la vittoria in gara 1 ed un ottimo quinto posto in gara 2. Il britannico del team Ds Virgin Racing ora è in testa alla classifica con 35 punti, dietro di lui il francese Jean-Eric Vergne, che con un secondo e un quarto posto, è a quota 33. Delusione invece per Buemi che chiude la gara soltanto undicesimo, a causa di una problematica apparsa dopo il cambio vettura. La Mahindra in questa gara ha dimostrato di avere carattere da vendere e di essere un team competitivo per la vittoria finale. Il prossimo appuntamento con le monoposto elettriche è previsto il 13 gennaio a Marrakesh, in terra Africana.
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Mercedes #SUVAttack: vent’anni di SUV “Stellati”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

di Maurizio Elviretti

 

Metti insieme il Monte Grappa, fiocchi di neve a non finire ed una divertentissima giornata di off-road insieme al marchio della Stella. Ecco il #SUVAttack di Mercedes, un vero e proprio raduno di tutti i suoi veicoli “G”, per festeggiare i vent’anni del suo primo Sport Utility Vehicle, quella Classe M che nel 1997 gli permise di erigersi a protagonista mondiale nel suo segmento. Leadership confermata dal grande successo della vettura tant’è che, dal 1999 al 2002, la produzione della W 163 venne estesa anche allo stabilimento di Graz di Steyr-Daimler-Puch AG, l’unico da dove usciva la Classe G. Con il restyling del 2015 della terza serie di Classe M, la W 166 ha assunto ufficialmente la sigla GLE (un cambio che ha coinvolto tutte le famiglie di vetture MB). Al #SUVAttack presente la più “piccola” della famiglia, la GLA, insieme alla GLC e alla GLE, fino ad arrivare al fuoristrada Classe G. Una gamma composta da ben 8 modelli, da 1.5 a 6.0 cc, da 109 a 630 cavalli. Due gli ospiti d’eccezione: la Smart Forfour Crosstown Edition, la prima Smart contaminata dal mondo dei crossover e la nuova Classe X, il primo pick-up del segmento premium. E proprio quest’ultima è la vettura da me testata tra le strade bagnate di Bassano del Grappa e quelle innevate del monte Grappa. La nuova Classe X mi lascia stupito per la sua tenuta di strada, considerando la portata e il peso, anche in condizioni davvero difficili. A terra ci sono circa una decina di centimetri di neve, ma il pickup di Stoccarda sale e si arrampica senza difficoltà. Lo sterzo è leggero e preciso, il motore vivace e silenzioso. Inserendo addirittura la trazione integrale riesco anche a premere leggermente di più sull’acceleratore. Noto un minimo slittamento quando incontro un tratto leggermente più ghiacciato e scivoloso, ma la vettura torna immediatamente sulla retta via, senza mai darmi la sensazione di pericolo. Una volta raggiunto il punto più alto del nostro percorso, tempo di un pranzo veloce e poi si ritorna al volante. Iniziamo la discesa sotto una vera e propria bufera. Lo scenario è mozzafiato: un filone di otto macchine, tra GLA, GLE e Classe X che scende verso valle, apprezzando ogni singolo metro. Il ritorno è ovviamente ad andatura più contenuta e nei tratti più ripidi, inserisco il DSR, per regolarizzare automaticamente il lavoro dell’acceleratore, del cambio e dei freni. Intanto la temperatura esterna raggiunge i -4 gradi, mentre all’interno dell’abitacolo sedili riscaldabili ed un climatizzatore automatico bi-zona mi coccolano fino al raggiungimento della destinazione finale.

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Alfa Romeo Stelvio: finalista per il Car of the Year 2018

 

di Martina Renna

 

Il Biscione, dopo l’annunciato ritorno in Formula 1 con l’ufficiale Alfa Romeo Sauber F1 Team, colpisce ancora. Infatti il suv Alfa Romeo Stelvio è tra le 7 finaliste per il titolo Car of the Year 2018, che viene assegnato ogni anno in concomitanza con il Salone di Ginevra previsto per il prossimo 5 marzo. La scelta delle macchine viene fatta tra una lista di 37 candidate, da una giuria specializzata composta da 60 giornalisti di tutta Europa. Emerge il nome del primo Suv della storia del marchio Alfa Romeo, lanciata sul mercato meno di sei mesi fa, la quale ha raccolto consensi ovunque con buoni risultati di vendita. La Stelvio, però, non è di certo l’unica a competere per il prestigioso riconoscimento, perchè se la deve vedere con Citroen C3 Aircross, Audi A8, BMW Serie 5, Kia Stinger, Seat Ibiza e Volvo XC40, sua rivale più forte. Altri titoli in casa Alfa Romeo per la Quadrifoglio, cioè la sua versione più potente, che si è aggiudicata a fine settembre il titolo di Suv più veloce del mondo.